Castello Medievale In Vendita A Roma | Lionard 

CASTELLO MEDIEVALE IN VENDITA A ROMA

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Costruito su una rocca nell'XI secolo nei pressi di Roma per opera dell'abate Giovanni V, l'antica Abazia domina ancora oggi il borgo medievale sottostante con la sua imponente struttura. Concepito come castello feudale, allo scopo di instaurare il dominio monastico su Subiaco, nel corso dei secoli l'antica residenza d'epoca assunse diverse funzioni, da fortezza, a lussuoso palazzo, a dimora di Papi e Cardinali fino al 1753 quando il Papa Benedetto XIV inglobò definitivamente Subiaco e la sua abbazia nello Stato Pontificio. Dopo i danni arrecati dal terremoto del 1348, la Rocca fu restaurata nel 1476 da Rodrigo Borgia e fu da questi ceduta al cardinale Giovanni Colonna dopo che salì al soglio pontificio con il nome di Alessandro VI. Nei secoli a seguire violenti terremoti e devastazioni belliche ne minarono l’integrità, fino a renderla inabitabile. Nuovo lustro le donarono i lavori commissionati nel 1778 da Pio VI all’architetto Pietro Camporesi il quale, però, per renderla più accogliente ed adatta alle nuove esigenze, cancellò tutte le originarie caratteristiche di fortezza medievale.
Disposto su quattro piani fuori terra e con pianta irregolare, il corpo principale del Castello in vendita a Roma si presenta in buone condizioni. Un ampio cortile precede l'entrata dominata da una bella scalinata ellittica e da un maestoso portale realizzato per Pio VI dall’architetto Camporese nel 1779. Un'ampia scala conduce agli appartamenti "Braschi" situati nel secondo piano dell’edificio. Essi sono costituiti da una fuga di sette camere tutte abilmente affrescate nella seconda metà del Settecento da Liborio Coccetti e dai fratelli Zuccari. I locali, tipici delle dimore storiche, sono ricchi di eleganti con sobrie decorazioni e finiture in stile pompeiano. Pareti decorate con splendidi affreschi, volte dipinte a cassettoni in prospettiva, suggestivi caminetti, cornici dorate e bassorilievi rendono gli ambienti affascinanti ed incantevoli. La sala del trono con la rappresentazione delle scene tratte dal Vecchio Testamento, il salone dei banchetti con meravigliosi affreschi, la torre quadrangolare Borgiana e la Torre dell'orologio così come tutte le altre stanze presentano caratteristiche artistiche e motivi decorativi fortemente suggestivi e carichi di storia. Lo stesso vale per la cappella palatina in stile neoclassico-barocco, di forma ottagonale con presbiterio quadrato. L’altare di marini policromi è sovrastato da un elegante ciborio di marmo giallo nel quale sono incastonati lapislazzuli e smeraldi, mentre le colonnine neoclassiche sono coronate da capitelli corinzii. Nonostante il corpo centrale del castello in vendita a Roma sia in buone condizioni, altri edifici facenti parte del complesso necessitano di opere di ristrutturazione.

Dettagli Tecnici Regione: Italia
Comune: Roma
Zona: Roma

Tipologia: Castello a Roma - dimore storiche
Superficie interni: 1272 mq
Superficie esterni: 5137 mq

Castello A: 812 mq
Castello B: 400 mq
Ex casa del custode: 60 mq

Ex stalle
Cappella palatina
Parcheggio

Italia – Lazio – Roma: Roma km 70 - Tivoli km 36 - Impianti Termali km 16 - Golf Club km 18 - Uscita autostrada: uscita Vicovaro-Mandela km 23.

Rif: 0370
Prezzo: Da 5M a 10M

castello in vendita

residenza storica
immobiliare di prestigio

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Accetto condizioni D.Lgs. 196/03.

Tel.: +39 055 0548100

Lazio Roma

Italia – Lazio – Roma: Subiaco, adagiato su di un colle roccioso nell’alta Valle dell’Aniene, è uno dei centri più importanti del Lazio per il grande richiamo religioso dei suoi monasteri, la bellezza dei suoi monumenti e il fascino della natura circostante. Il suo nome latino, Sublacum o Sublaqueum, trae origine dai laghi artificiali (i Simbruina Stagna) che l'imperatore Nerone fece realizzare, sbarrando il corso dell'Aniene, a monte dell'attuale centro abitato, dove fu eretta una sontuosa villa, di cui oggi si possono visitare i ruderi.
Il territorio vicino Roma di Subiaco fu anticamente abitato degli Equi, i quali, dopo una serie di battaglie, furono definitivamente sottomessi nel 304 a.C. dai Romani. Successivamente questi ultimi, per stroncare una prevedibile loro rivolta, crearono la tribus Aniensis e collegarono la zona con l'Urbe migliorando la viabilità dell'area e apportando delle migliorie alla qualità della vita delle popolazioni grazie al potenziamento di nuovi acquedotti che sfruttavano le enormi risorse idriche della zona. Data la particolare religiosità delle popolazioni del borgo di Roma, il Cristianesimo si diffuse assai presto nella Vallata. Sul finire del V secolo arrivò a Subiaco Benedetto da Norcia che, fuggito da Roma, fondò il primo Monastero benedettino e altri dodici Monasteri che affidò ai suoi seguaci. Con le incursioni saracene, però, essi furono tutti distrutti, ad eccezione di quello chiamato Sacro Speco e di quello che verrà poi dedicato a Santa Scolastica, sorella gemella di Benedetto. Col passar del tempo S. Scolastica divenne un grandioso monastero, una vera e propria potenza feudale, poiché i suoi possedimenti si estendevano per larghissimo raggio nella regione laziale. La Rocca Abbaziale nella cittadina a pochi chilometri da Roma fu costruita nell’XI secolo dall’Abate Giovanni V che la rese un munitissimo castello feudale che controllava la Valle e l’abitato di Subiaco. Due terribili terremoti, quello del 1298 e quello del 1348, le piene dell’Aniene e la celebre peste "nera" sempre del 1348, segnarono la fine del periodo di splendore dell’Abbazia di Subiaco. Sotto i Barberini l’Abbazia si staccò definitivamente dalle diocesi di Tivoli, Anagni e Palestrina, divenendo pienamente autonoma. Subiaco, dopo il 1870, venne a far parte del nuovo Regno d’Italia.
Ci fu la disgregazione del patrimonio della Chiesa e la chiusura di alcuni conventi, tranne i Monasteri di S. Benedetto e di S. Scolastica dichiarati monumenti nazionali. Al termine della seconda guerra mondiale la cittadina alle porte di Roma si ampliò con nuovi quartieri e nuove strade vennero realizzate e Subiaco tornò a essere un polo di attrazione per il turismo religioso.